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UNIVERSITÀ E IMPRESE, FINALMENTE INSIEME, PROGETTANDO IL FUTURO

13/10/2005
Un progetto di domotica del tutto rivoluzionario
sviluppato dal CEFRIEL metterà in comunicazione i molti apparecchi digitali che già popolano le nostre case.
Microsoft, Indesit Company, Artemide, Faber, Aethra, Hantarex i partner principali di quest’avventura

Milano, 13 ottobre 2005 - Microsoft, Indesit Company, Artemide, Faber, Aethra, Hantarex: cosa hanno in comune queste aziende? Una grande passione per l’innovazione che hanno voluto condividere con CEFRIEL, centro di ricerca, formazione e innovazione ICT del Politecnico di Milano, mettendo a disposizione tutti gli strumenti per sviluppare una casa digitale del tutto rivoluzionaria. La solita “casa del futuro”? Tutt’altro: il futuro che abbiamo già in casa.

CEFRIEL ha realizzato un progetto che integrerà i vari dispositivi digitali già presenti nelle nostre case e ne permetterà la gestione attraverso lo schermo della televisione.

“Si parla molto della mancanza di dialogo tra Università e mondo delle imprese”, ha affermato Alfonso Fuggetta, direttore scientifico del CEFRIEL. “Per fortuna però esistono numerose eccezioni. Il progetto di casa digitale su cui stiamo lavorando ne è una dimostrazione lampante: un gruppo di aziende, ciascuna leader nel proprio settore, ha trovato in CEFRIEL un luogo di incontro dove sviluppare soluzioni concrete per l’innovazione dell’ambiente domestico. Nostro compito è mettere a disposizione del tessuto economico italiano le risorse e il know how che fortunatamente esistono. Alle aziende, invece, compete il coraggio di rischiare e di investire per supportare la propria competitività sul mercato: la collaborazione che abbiamo ricevuto in questi mesi ci fa ben sperare in un evoluzione commerciale del progetto ”.
Il futuro che abbiamo già in casa

Il progetto Digital Home del CEFRIEL si basa su di una soluzione software che è capace di dialogare con tutti i dispositivi digitali presenti in casa attraverso connessioni wireless che non necessitano di alcun cablaggio strutturale pre-esistente.
Si tratta di strumenti quali elettrodomestici, sistemi di condizionamento e riscaldamento, di illuminazione, hifi, telefoni e cellulari, apparecchi per la salute e il benessere: in definitiva, di qualunque dispositivo digitale. Il progetto coinvolge, quindi, prodotti che Microsoft, Indesit Company, Artemide, Faber, Aethra e Hantarex attualmente già commercializzano e che hanno iniziato a popolare le nostre case ormai da tempo.

“Ci siamo chiesti a lungo perché la domotica non si è ancora realmente affermata”, ha sottolineato Fuggetta. “E la nostra risposta è stata duplice: perché si è sempre puntato su soluzioni di tipo cablato e proprietarie e perché si è ipotizzato che i produttori si sarebbero rassegnati a utilizzare un unico standard di comunicazione per i loro prodotti. La realtà ci insegna che entrambe non sono strade praticabili: per questo abbiamo disegnato una soluzione software che integra i vari dispositivi comportandosi come un traduttore universale. Non importa che lingua parlerà la lavatrice o la cyclette o la centralina per l’irrigazione automatica: il prodotto potrà essere facilmente integrato alla casa digitale”.

I vantaggi per l’utente

Da tale approccio derivano non pochi vantaggi per l’utente finale.
Il primo, fondamentale, riguarda la fruibilità degli strumenti: l’utente, infatti, non solo potrà governare i molti dispositivi integrati, ma non avrà più bisogno di imparare il sistema di funzionamento di ciascuno di essi. I comandi per accendere, spegnere, regolare e programmare l’hifi o il forno saranno del tutto simili e tutti accessibili attraverso lo schermo della TV.
Da qui un’estrema praticità di utilizzo e la possibilità di programmare scenari che mi permettano, a esempio, di attivare i molti dispositivi presenti in casa in base all’orario del giorno, al tipo di utente, alla situazione (per esempio “Sto uscendo di casa, chiudi tutto” o “Sono entrato, accendi….”).
La soluzione progettata dal CEFRIEL prevede, per altro, che i singoli strumenti possano essere utilizzati anche manualmente e nel modo tradizionale: questa modalità è ovviamente fondamentale, sia per poter usufruire dei dispositivi in caso di non funzionamento della piattaforma centrale, sia perché in casa vi possono essere utenti che non amano o non sono in grado di utilizzare soluzioni “troppo” innovative.